III Meeting UMI for Doctoral Students: resoconto dell’evento
Si è svolta a Firenze, dal 29 Giugno al 1° luglio 2026, la terza edizione del “Meeting UMI for Doctoral Students”.
Si è svolta a Firenze, dal 29 Giugno al 1° luglio 2026, la terza edizione del “Meeting UMI for Doctoral Students”.
Dopo il parere positivo espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione lo scorso maggio, il ministro Valditara ha firmato, pochi giorni fa, l’avvio della sperimentazione del progetto
metodologico-didattico denominato Liceo Matematico. La sperimentazione, autorizzata con decreto ministeriale n. 104 del 10 giugno 2026, prenderà avvio dall’anno scolastico 2026-2027 e avrà durata quinquennale.
Il Liceo Matematico è un progetto di potenziamento della formazione matematica nella scuola secondaria di secondo grado. Non introduce un nuovo ordinamento, ma arricchisce il percorso liceale attraverso ore aggiuntive di laboratorio, dedicate all’approfondimento dei contenuti matematici e allo sviluppo di attività interdisciplinari. La matematica viene così proposta non soltanto come insieme di tecniche e procedure, ma come linguaggio e strumento culturale capace di mettere in relazione saperi diversi: dalle scienze alla fisica, dall’arte alla letteratura, dalla logica alla modellizzazione.
Un tratto caratterizzante del progetto è la collaborazione tra scuola e università. Le attività sono progettate e realizzate con il coinvolgimento di docenti della scuola e docenti universitari, in un
confronto continuo sui contenuti, sulle metodologie didattiche e sulla dimensione laboratoriale dell’insegnamento. Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del Gruppo UMI “Licei Matematici, al sito web del Liceo Matematico e al documento UMI/CIIM sul Progetto di potenziamento matematico delle scuole secondarie di secondo grado, detto “Liceo Matematico”.
A testimonianza dell’ottimo lavoro svolto dal Gruppo UMI “Licei Matematici” e, in particolare, dalla sua Giunta, presieduta dal prof. Francesco Saverio Tortoriello, l’impianto proposto è stato interamente recepito dal MIM. Tra gli aspetti più rilevanti vi è anche l’importante raccomandazione agli Uffici Scolastici Regionali affinché forniscano alle scuole l’organico di potenziamento necessario alla realizzazione delle ore aggiuntive di laboratorio.
Riportiamo l’articolo 1 del decreto istitutivo della sperimentazione (104 del 10 giugno 2026):
“A decorrere dall’anno scolastico 2026-2027, per un quinquennio, presso le Istituzioni scolastiche indicate nell’Allegato A, parte integrante del presente provvedimento, è autorizzata – ai sensi dell’art. 11 del d.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 – la sperimentazione del progetto di innovazione metodologico-didattica denominato “Liceo Matematico”, finalizzato a ridefinire il ruolo della matematica nella formazione liceale valorizzandone la dimensione interdisciplinare e favorendo una visione unitaria della conoscenza, in modo da sostenere lo sviluppo delle capacità critiche, argomentative e riflessive delle studentesse e degli studenti.”
Lo studio dei sistemi complessi, caratterizzati da numerose e diverse interazioni tra le loro componenti elementari, richiede strumenti matematici molteplici e non riconducibili a un unico modello. Per questo motivo è necessario un approccio interdisciplinare, capace di analizzare tali sistemi da prospettive diverse mediante metodi matematici differenti ma tra loro coordinati.
Le conferenze specialistiche offrono generalmente un contesto in cui i ricercatori presentano i propri risultati a comunità scientifiche che condividono linguaggi, metodi e presupposti disciplinari.
Il workshop di Arcidosso si propone invece di riunire studiosi provenienti da diversi ambiti della matematica, invitandoli a presentare temi di rilievo in una prospettiva interdisciplinare e con un’esposizione accessibile a tutta la comunità matematica.
L’obiettivo è favorire discussioni ampie e trasversali, stimolando nuove riflessioni sul pensiero matematico in un contesto scientifico e conviviale.
Giugno, per le Olimpiadi della Matematica, è il mese per le ultime riflessioni e rifiniture prima dell’appuntamento internazionale dell’estate. È il momento in cui il lavoro di un anno si concentra in pochi giorni di allenamento e problemi, problemi, problemi.
L’ascesa dell’IA costringe chi fa matematica a ripensare ciò che rende il proprio campo affidabile e prezioso. Nella nuova Dichiarazione di Leida sull’intelligenza artificiale e la matematica, un gruppo internazionale di ricercatori e ricercatrici avverte che l’IA sta minacciando i valori fondamentali della disciplina.
Cosa succede se una dimostrazione matematica non è più il risultato del lavoro di un essere umano, ma di un algoritmo che nessuno capisce completamente? Chi è responsabile per gli errori e a chi va il merito dei risultati corretti? Inoltre, come possiamo determinare se una dimostrazione generata da un’IA è effettivamente originale o semplicemente un’ingegnosa riformulazione di risultati precedenti senza un’adeguata attribuzione?
Queste non sono più domande retoriche, ma dilemmi reali che matematiche e matematici di tutto il mondo stanno affrontando. Per questo motivo 16 ricercatori e ricercatrici provenienti da 15 università hanno pubblicato la Leiden Declaration on Artificial Intelligence and Mathematics: un appello alla salvaguardia dei valori fondamentali della matematica nell’era dell’IA.
La dichiarazione è ufficialmente sostenuta dall’Unione Matematica Internazionale (IMU). La sua vicepresidente Ulrike Tillmann ha scritto: “Prendiamo molto sul serio il rapido sviluppo e l’impatto dell’IA sulla nostra disciplina: essa apre nuove ed entusiasmanti opportunità, ma solleva anche questioni che non possono essere lasciate da parte. Sostenendo la dichiarazione, l’IMU afferma che il futuro della ricerca matematica deve essere guidato dal giudizio umano, da pratiche eque e trasparenti, e dai valori condivisi della comunità matematica globale. La matematica è, e dovrebbe sempre rimanere, un’impresa profondamente umana”.
Ilka Agricola, presidente del Comitato dell’IMU per le pubblicazioni, ha aggiunto: “L’IA sta trasformando radicalmente il modo in cui facciamo matematica, e lo sta facendo a una velocità incredibile. Offre possibilità straordinarie quando viene usata in modo onesto e competente come ‘assistente di ricerca’. Ma questo sembra essere solo una piccola parte di ciò che sta accadendo: la parte di gran lunga maggiore è un caos totale in cui la scienza stessa è sotto attacco”.
Tra i matematici, questi sviluppi hanno suscitato reazioni molto diverse. Peter Scholze, direttore del Max Planck Institute for Mathematics e vincitore nel 2018 della Medaglia Fields ha affermato: “Questa è una dichiarazione eccellente, che arriva al momento giusto. L’obiettivo della ricerca matematica è la comprensione umana della matematica, e dunque la matematica può prosperare solo in una comunità di matematici umani. È essenziale preservare questo spirito comunitario. Nella mia esperienza, le idee matematiche, come i bambini, devono essere coltivate e crescere nel corso degli anni. Proprio come non voglio che i miei figli siano educati dall’IA, rifletto sulle mie idee matematiche senza usare l’IA e, in generale, evito per quanto possibile di leggere testi generati dall’IA”.
La dichiarazione non chiede di vietare l’IA, ma invita invece ad agire per garantire che la matematica continui a prosperare. L’IA viene usata per scrivere articoli, generare dimostrazioni e assistere nella revisione paritaria. Secondo gli autori, la sfida è garantire che questa tecnologia apporti benefici alla disciplina, anziché danneggiarla in modo irreparabile.
“Risultati recenti ottenuti con l’assistenza dell’IA, come la confutazione della congettura della distanza unitaria da parte di un modello interno di OpenAI, sollevano profonde preoccupazioni riguardo all’accesso chiuso, all’attribuzione inadeguata di idee correlate, alla mancanza di trasparenza sui metodi e sul consumo di risorse, e molto altro”, afferma Rodrigo Ochigame dell’Università di Leida, che ha co-organizzato il workshop del Lorentz Center da cui è emersa l’idea di una dichiarazione.
La dichiarazione individua cinque minacce per la disciplina matematica.
“L’IA ha il potenziale per diventare un potente partner nella scoperta matematica. Questo potere comporta nuove responsabilità”, ha commentato Steven Strogatz, distinguished professor alla Cornell University. “La Dichiarazione di Leida invita chi si occupa di matematica a proteggere ciò che rende la nostra disciplina affidabile e illuminante: la dimostrazione, l’attribuzione e la ricerca della comprensione”.
La dichiarazione esorta chi fa ricerca in matematica a dichiarare con attenzione il proprio uso dell’IA e, più in generale, a essere fedele allo spirito della scienza aperta. Sostiene la necessità di riaffermare l’umanità dell’autorialità, assumendosi la responsabilità del proprio lavoro e impegnandosi per una corretta attribuzione. Incoraggia la comunità matematica a prendere parte al dibattito pubblico e a rimanere informata sulle tecnologie emergenti. Tutte le persone dovrebbero valutare con attenzione quali strumenti usare, considerare le conseguenze etiche delle proprie attività e, se necessario, ritirarsi da lavori dannosi.
“La Dichiarazione di Leida offre un quadro utile per aiutare chi fa matematica a decidere come, quando e se confrontarsi con le nuove tecnologie”.
– Jeremy Avigad, professore alla Carnegie Mellon University e uno dei principali sviluppatori del linguaggio di programmazione e assistente alla dimostrazione Lean
La dichiarazione esorta le organizzazioni di ricerca e le riviste a prendere l’iniziativa nella pianificazione strategica e nello sviluppo di politiche riguardanti il ruolo dell’IA in matematica. Leslie Ann Goldberg, direttrice del dipartimento di informatica dell’Università di Oxford, sottolinea l’urgenza: “Le bozze imprecise generate dall’IA sono economiche da produrre, e c’è il rischio di intasare la letteratura con risultati dichiarati che sono semplicemente sbagliati. Una volta che ciò accade, è probabile che gli errori si propaghino, man mano che nuovi risultati vengono costruiti su fondamenta difettose”.
Per mantenere gli standard di rigore, proteggere i diritti degli autori e garantire forme adeguate di produzione scientifica, è necessaria un’azione collettiva. Le organizzazioni dovrebbero controbilanciare la posizione negoziale asimmetrica dei singoli ricercatori che avviano collaborazioni con l’industria, fornendo accesso a una rappresentanza legale e favorendo lo sviluppo di codici di pratica professionale. Infine, le agenzie di finanziamento dovrebbero tenere conto dei valori della dichiarazione nelle proprie procedure di valutazione.
Le società scientifiche possono svolgere un ruolo vitale. Secondo Agricola, “Il Comitato dell’IMU per le pubblicazioni è profondamente preoccupato dalla situazione attuale, e per questo accogliamo con grande favore e sosteniamo con decisione lo sforzo comunitario che ha portato alla Dichiarazione di Leida. È in gioco la matematica così come la conosciamo e la amiamo!”
Secondo la dichiarazione, i governi dovrebbero regolamentare l’industria dell’IA e investire in alternative pubbliche alle tecnologie commerciali, affinché il potere non si concentri nelle mani di soggetti privati.
La dichiarazione chiede che le collaborazioni con l’industria rispettino gli stessi standard richiesti alla ricerca accademica. Kevin Buzzard, professore all’Imperial College London diventato una figura di riferimento nella formalizzazione al computer della matematica, scrive: “La comunità matematica dovrebbe trovare piuttosto sorprendente che le aziende tecnologiche si interessino improvvisamente al suo lavoro. La Dichiarazione di Leida è una risposta ben ponderata a ciò che sta accadendo ora, mentre l’IA continua a sconvolgere questo spazio”.
Sebbene la dichiarazione si concentri sulla matematica, gli autori e le autrici sottolineano che questioni simili emergono in altri campi accademici e nelle industrie creative. La discussione solleva quindi una domanda più ampia: come possiamo mantenere controllo, affidabilità e riconoscimento in un panorama tecnologico in rapido cambiamento?
Il messaggio della Dichiarazione di Leida è chiaro: l’IA offre grandi opportunità, ma senza scelte chiare e responsabilità condivisa mette sotto forte pressione le fondamenta della scienza. Secondo chi l’ha scritta, dobbiamo agire ora.
L’idea di una dichiarazione è emersa durante il NIAS-Lorentz Workshop on Mechanization and Mathematical Research nel settembre 2025, che ha discusso le implicazioni dei rapidi sviluppi tecnologici per la pratica della matematica. L’evento ha riunito circa sessanta ricercatrici e ricercatori provenienti da dieci paesi, chi in matematica, chi in informatica e chi nello studio delle scienze umane e sociali — e ha incluso anche un simposio pubblico.
La Dichiarazione di Leida è stata redatta da un gruppo di lavoro di sedici partecipanti provenienti da questo gruppo più ampio, convocato da Jim Portegies della Eindhoven University of Technology e in consultazione con un’ampia cerchia di membri della comunità matematica.
Gli autori sono Jarod Alper (University of Washington), Michael Barany (University of Edinburgh), Alain Chavarri Villarello (Vrije Universiteit Amsterdam), Sander Dahmen (Vrije Universiteit Amsterdam), Walter Dean (University of Warwick), Karthik Ganapathy (University of California, San Diego), Michael Harris (Columbia University), David Holmes (Leiden University), Mateja Jamnik (University of Cambridge), Steven Kelk (Maastricht University), Bryna Kra (Northwestern University), Ursula Martin (University of Oxford), Bartosz Naskręcki (Adam Mickiewicz University e Warsaw University of Technology), Rodrigo Ochigame (Leiden University), Jim Portegies (Eindhoven University of Technology) e Johannes Schmitt (ETH Zurich).
L’Osservatorio Ricerca dell’UMI ha organizzato il giorno 29 aprile 2026, un seminario dedicato a un tema di grande interesse e attualità per la nostra comunità:
“Fraudulent Publishing Practices in Mathematics: analysis of the phenomenon and recommendations for the community”.
Il seminario si è aperto con un’introduzione di Marco Andreatta (Università di Trento, Presidente UMI) e ha visto la partecipazione di esperti di rilievo internazionale che hanno analizzato il fenomeno delle pubblicazioni fraudolente sotto diversi profili, dalla valutazione della ricerca alle metriche bibliometriche:
Elisa Francomano, coordinatrice dell’Osservatorio Ricerca UMI, ha tratto le conclusioni finali.
L’Istituto Nazionale di Alta Matematica “Francesco Severi” (INdAM), la Società Italiana di Matematica Applicata e Industriale (SIMAI) e l’Unione Matematica Italiana (UMI) bandiscono una selezione finalizzata a promuovere lo studio della Matematica, mediante il conferimento di premi destinati a giovani studiosi che si siano particolarmente distinti per il contributo apportato in tale ambito disciplinare.
Saranno attribuiti quattro premi, dell’importo di euro 2.500,00 ciascuno, agli autori delle migliori tesi di dottorato su temi di Matematica, discusse presso università italiane.
Il bando e il modulo di domanda sono reperibili al link https://www.altamatematica.it/blog/2026/05/28/premi-indam-simai-umi-2026/
Scadenza: 30 Giugno 2026
Unione Matematica Italiana
–
Piazza Porta San Donato 5
I-40126 Bologna
tel.+39 051 243190
fax +39 051 4214169
La segreteria risponde al telefono dalle 11 alle 13
–
dipmat.umi@unibo.it
Credits
PEC umi@legalmail.it
P.IVA 00336020375
CF 00336020375
