L’Unione Matematica Italiana con l’ausilio di MaddMaths! ha intrapreso una riflessione su come sono cambiate le modalità di esame al termine dei corsi universitari di matematica, nella attuale situazione di emergenza. Lo scopo è quello di condividere esperienze e di fare circolare idee in un momento in cui tutti, forzatamente, abbiamo dovuto confrontarci con un nuovo modo di rapportarci agli studenti. Una prima tappa è la raccolta dati, che abbiamo che abbiamo pensato di fare tramite la diffusione di un questionario (anonimo) da compilare online, rivolto ai docenti di discipline matematiche.

Da venerdì 3 luglio, per tutta la prossima settimana, vengono pubblicati su MaddMaths! alcuni contributi sul tema. Sono già comparsi i contributi di Eugenio Montefusco, Marco Pavone, Domenico Brunetto e di alcuni studenti del corso di studi di matematica dell’Università degli Studi di Perugia. Inoltre, a conclusione del sondaggio e della rassegna, Roberto Natalini modera una diretta streaming per parlare di valutazione a distanza per le materie matematiche in ambito universitario.  Ad essa intervengono Anna Guerrieri, Nicola Ciccoli e Francesca Alessio. In onda venerdì 10 alle 17:30 su Facebook  o su YouTube.

Il professor Guido Silvestri ha risposto su MaddMaths! al comunicato dell’UMI su Modelli matematici e Covid, pubblicato mercoledì 10 giugno 2020, precisando di non aver mai detto quanto attribuitogli da vari siti e giornali, tra cui La Stampa. Rimandiamo a questo link per una ricostruzione della vicenda.
Il professor Guido Silvestri ha risposto su MaddMaths! al comunicato sottostante, precisando di non aver mai detto quanto attribuitogli da vari siti e giornali, tra cui La Stampa. Rimandiamo a questo link per una ricostruzione della vicenda.

Contrariamente a quanto riportato in un articolo de La Stampa dell’8 giugno, i modelli matematici non hanno fallito sul Covid. Basti pensare che già il 17 gennaio scorso il report dell’Imperial College avvertiva, sulla base di modelli matematici, che la situazione a Wuhan era preoccupante e che si stimava che i casi fossero già 1700 contro i 41 ufficiali. 

L’articolo a cui facciamo riferimento riporta una dichiarazione del virologo Guido Silvestri che invita a prendere atto del fallimento dei modelli matematici, in quanto i dati mostrerebbero come i modelli siano stati  “inadeguati a prevedere l’andamento reale dell’epidemia”. Di conseguenza, bisognerebbe fare in modo che tali modelli non siano più usati in futuro per prendere decisioni politiche.

Per sostenere la sua tesi, Silvestri si riferisce in particolare ad alcuni modelli matematici sugli effetti della fase 2, come presentati in un rapporto di valutazione dei rischi di diffusione epidemica fatto circolare sui giornali poco prima del 4 maggio: “Avevano paventato 151mila malati in terapia intensiva all’inizio di giugno. Invece sono 286. E dopo 20 giorni dalle aperture di maggio, non c’è alcun segno di un ritorno della pandemia”.

Riguardo a tale previsione, si tratta in realtà solo di uno dei 49 scenari analizzati nello studio, e precisamente di quello peggiore possibile, corrispondente alla situazione in cui si fossero  riaperte tutte le attività contemporaneamente, per esempio senza l’uso di mascherine e distanziamento sociale, tornando di fatto alla situazione pre-Covid. In molti degli altri 48 possibili scenari il numero riproduttivo era minore di 1 (e quindi con contenimento dell’epidemia); questi scenari hanno sicuramente aiutato il governo a modulare i tempi e le modalità delle riaperture. I modelli epidemiologici sono fatti così: non si limitano a prevedere un possibile futuro, ma esaminano i vari casi possibili in conseguenza di certe scelte. Così facendo influenzano in maniera anche drastica le decisioni delle autorità e il comportamento dei cittadini, ed è inevitabile, e anche auspicabile, che l’andamento effettivo si scosti di conseguenza dalle previsioni. Il punto che spesso non viene perfettamente capito è che quando entrano in gioco delle crescite esponenziali, anche un piccolo cambiamento può portare a esiti drammaticamente diversi.

A metà marzo uno studio dell’Imperial College aveva previsto che, senza mettere in atto strategie di mitigazione, il numero di morti da COVID-19 nel Regno Unito sarebbe stato intorno ai 500.000. Anche a seguito di tale rapporto, il governo britannico ha messo in atto una strategia abbastanza stretta di `lock-down’ e i morti, nonostante queste misure, sono già oltre 40.000 secondo i dati ufficiali. Non crediamo che si possa dire che ciò sia stato un fallimento del modello, visto che lo studio ha provocato la messa in atto di misure di contenimento. Non sapremo mai con certezza cosa sarebbe successo se queste non fossero state attuate, ma questo, ben lungi da costituire una prova del fallimento del modello, ne evidenzia anzi l’efficacia. 

Tornando al rapporto sugli effetti della fase 2, certamente nei modelli usati era presente una componente di incertezza, come riconosciuto nel rapporto stesso, e non si consideravano vari aspetti potenzialmente importanti. D’altra parte, un modello ha sempre un margine di errore che deriva in primo luogo proprio dall’incertezza dei dati e anche da una parziale ignoranza delle caratteristiche del virus. Per esempio, Silvestri menziona la componente stagionale: effettivamente indicazioni statistiche suggeriscono come la trasmissione possa essere minore quando le temperature si alzano (ma l’esempio del Brasile suggerisce che il caldo non sia da solo sufficiente a bloccare l’epidemia). A fine aprile l’evidenza in questo senso era minima, mentre adesso potrebbe essere possibile inserire tale fattore nei modelli, anche se i dati sono ancora insufficienti per fornirci una conclusione netta.

In assenza di evidenza scientifica, è ragionevole, oltre che prudente, fare ipotesi conservative.  Per esempio a  febbraio, non esisteva alcun dato sull’infezione nei bambini e ci sono ancora oggi moltissime incognite sul loro ruolo nella trasmissione. Alcuni studi suggeriscono che i bambini si infettino e trasmettano tanto quanto gli adulti, ma abbiano un decorso clinico molto più favorevole, mentre altri suggeriscono che i bambini possano essere meno suscettibili all’infezione. In assenza di informazioni, i modelli sviluppati a febbraio hanno assunto che i bambini trasmettessero tanto quanto gli adulti. La chiusura delle scuole è stata allora, anche a livello intuitivo, una strategia in grado di abbassare il numero di contatti e quindi la trasmissione. 

Un’altra forte incertezza nei modelli riguarda l’effetto dei dispositivi di protezione individuale: il rapporto ipotizzava che l’uso delle mascherine potesse fare scendere la trasmissibilità del virus fra il 15 e il 25%; adesso cominciano a esserci studi che quantificano l’effetto meccanico delle mascherine, ma naturalmente l’effetto complessivo dipende da quanto e come la popolazione le usa, così come da altri meccanismi di riduzione dei contatti. Questi sono comportamenti che ci sembra importante incentivare, anziché renderli irrilevanti dicendo che il contagio batte in ritirata. L’analisi degli ultimi dati mostra una situazione sotto controllo, ma non ancora completamente tranquillizzante.

Silvestri conclude augurandosi che nel prossimo futuro non si usino più i modelli matematici per prendere decisioni. Se è indubbio che le scelte finali debbano essere fatte dalla politica, bisogna però capire su quale strumento basarsi per fare meno errori. Un modello matematico non è una sfera di cristallo. È uno strumento che permette di calcolare in modo obiettivo le conseguenze di quello che ci è noto sulla trasmissione del virus; sicuramente c’è un forte margine di incertezza legato alla stima dei dati reali e a tutto quello che non conosciamo, ma i modelli, a saperli leggere, forniscono anche stime su quale possa essere il proprio margine di errore. E sicuramente tutti i modelli, per definizione, possono essere migliorati. Tuttavia rinunciare al loro uso per affidarsi totalmente alle sensazioni degli esperti (spesso in contraddizione tra loro, fra l’altro) o magari ad aruspici non ci sembra sia proprio una grande idea. 

Contatti

Andrea Pugliese, Univ. Trento,

esperto di modelli matematici delle epidemie

Piermarco Cannarsa, Univ. Tor Vergata,  

presidente UMI

Roberto Natalini, CNR,

responsabile comunicazione UMI

L’Assemblea generale dell’ICMI (International Commission on Mathematical Instruction) si riunirà il 13 e il 14 luglio 2020 per eleggere il nuovo Comitato esecutivo. Ulteriori informazioni sono state inviate ai rappresentanti nazionali che sono elencati alla seguente pagina web: https://www.mathunion.org/icmi/organisation/our-members/icmi-representatives (per l’Italia è Pietro Di Martino, presidente della CIIM).

La commissione presieduta da Michèle Artigue ha presentato questa proposta per le elezioni del 13 e del 14 luglio.

Come già anticipato in precedenza, l’assemblea dei Soci prevista per il 29 maggio 2020 è rinviata. In seguito alla proroga dei termini di legge per l’approvazione del bilancio, l’assemblea è convocata venerdì 2 ottobre 2020, anche nella speranza di poterla fare in presenza. Qualora ciò non sia possibile, sarà invece convocata in modalità telematica dando ai soci le istruzioni necessarie per il collegamento.

In questo periodo di difficoltà e complicazioni derivanti dall’emergenza sanitaria, ecco un segnale tangibile di solidarietà. Il vincitore del Premio F. Enriques 2019 ha deciso di devolvere il suo premio in denaro alla Protezione Civile a cui, in aggiunta, l’Unione Matematica Italiana ha fatto una donazione di 3.000 euro.

  • Nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, la Segreteria e l’Ufficio di Presidenza dell’Unione Matematica Italiana hanno continuato a svolgere il loro lavoro, vigili e pronti a rispondere alle eventuali richieste della comunità.
  • Durante l’emergenza di questo periodo, le pubblicazioni dell’Unione Matematica Italiana saranno inviate preferibilmente in modalità telematica.
  • Si ricorda che è aperto il bando per l’istituzione dei Gruppi UMI; la scadenza è il 30 aprile 2020.  Chi intende iscriversi all’UMI per essere socio proponente in uno dei Gruppi UMI può farlo fino al 30 aprile 2020.
  • L’Assemblea dei Soci UMI, in calendario per il 29 maggio 2020, cade in un periodo nel quale probabilmente saremo ancora in emergenza sanitaria. In tale eventualità, essa sarà rimandata a data da destinarsi o sarà tenuta in modalità telematica.

Entro il 30 aprile 2020 si può presentare domanda per istituire un gruppo UMI!

Si ricorda che la Commissione Scientifica si riserva la facoltà di accogliere anche più di tre proposte, compatibilmente con l’art. 1 del Regolamento e la sostenibilità gestionale da parte dell’UMI.

Pur essendoci la possibilità di partecipare a più gruppi, nel complesso contiamo di non avere soci in più di due domande.

 

Apprendiamo dal comitato di sostegno a Tuna Altinel soutienTunaAltinel
la buona notizia della scarcerazione del matematico turco, avvenuta
martedì 30 luglio dopo l’udienza del processo a Belikesir, appunto in
Turchia. Tuna Altinel è uscito dalla prigione di Kepsut verso le 19,
dopo 31 giorni di detenzione preventiva per accuse legate alle sue
opinioni e alle sue attività pacifiste. Il passaporto non gli è stato
reso, e si saprà a breve se potrà recuperarlo – ricordiamo che Tuna è
docente in Francia, all’Università di Lione. Molte decine di
sostenitori si erano riuniti per accoglierlo all’uscita dal carcere.
Una nuova udienza del processo è fissata per il prossimo 19 settembre.
Ci associamo al comitato nella grande soddisfazione per la buona
notizia. Resta però l’impegno ad appoggiare Tuna fino alla sua
completa liberazione.

 

 

Pubblichiamo un documento che ha lo scopo di informare la comunità matematica della modalità con cui la commissione europea e le riviste commerciali stanno operando, per realizzare un modello di accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche. Oltre a descrivere alcuni dettagli tecnici, si mettono in risalto quali sono i rischi che a breve termine (gennaio 2020) potranno investire i ricercatori e le istituzioni scientifiche.


Redattori del documento: Piermarco Cannarsa, Vittorio Coti Zelati, Nicola Fusco, Pierangelo Marcati, Barbara Nelli, Giorgio Patrizio.