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Presentazione del rapporto VQR 2015-2019

Il 20 Luglio alle ore 15.00 verrà presentato a Roma presso l’auditorium Antonianum il rapporto VQR 15-19. All’incontro saranno presenti il presidente dell’ANVUR, Antonio Felice Uricchio, la Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, il Presidente della CRUI, Ferruccio Resta, e il presidente CONPER, Antonio Zoccoli. Il rapporto sarà presentato da Alessandra Celletti, vicepresidente dell’ANVUR e coordinatrice della VQR 15-19.

Il programma ed il link per seguire la presentazione via streaming sono disponibili qui.

VQR 2015-2019

 

È uscito il decreto ministeriale della prossima VQR:https://www.miur.gov.it/web/guest/-/decreto-ministeriale-n-1110-del-29-11-2019?fbclid=IwAR1RjD-JawuPn73ufCm7vXiLxoxQ6hthMINaqOICrTqxf78Ewuafal5kts8
Entro 45 giorni uscirà il bando a cura dell’ANVUR.

 

VQR 2011-2014

La VQR 2011-2014

Mozione UMI sul rapporto finale VQR

La CS dell’UMI osservato che il rapporto finale VQR:

– prevede l’integrazione degli indicatori di qualità IRD1–IRD3 calcolati per ciascuna area rappresentata in un dato dipartimento in un unico indicatore finale di qualità del dipartimento IRFD, utilizzabile dagli atenei per la distribuzione di risorse ai dipartimenti;
– giustamente segnala che la scelta delle modalità sia di tale integrazione che dell’uso degli indicatori IRFD spettano ai singoli atenei, e non all’ANVUR;
– comprensibilmente contiene, a puro titolo esemplificativo e senza volersi sostituire agli atenei, un esempio di calcolo degli indicatori IRFD per i dipartimenti di ogni università;
– attualmente non contiene i valori degli indicatori IRD2 e IRD3 riferiti alle singole aree rappresentate nei dipartimenti, rendendo quindi impossibile ai singoli atenei il calcolo degli indicatori IRFD con modalità diverse da quelle proposte nel rapporto, e rendendo inoltre difficile comprendere quanto i valori di IRFD presenti nel rapporto dipendano dai valori IRD2 e IRD3 delle aree e quanto dalla modalità di integrazione utilizzata;

rilevato inoltre che

– l’integrazione degli indicatori IRD1-IRD3 delle varie aree in unico indicatore deve avvenire dopo una normalizzazione anche della deviazione standard dei valori degli indicatori nelle varie aree, in modo da renderle comparabili;
– le modalità di calcolo degli indicatori IRFD devono in ogni caso dipendere dall’uso a cui li si vuole adibire, e in particolare dalle risorse (finanziamenti o posti) che si intendono distribuire;

invita quindi gli atenei a scegliere (una volta che i valori degli indicatori IRD2 e IRD3 riferiti alle singole aree siano resi disponibili) modalità di calcolo e uso degli indicatori IRFD, improntate alla massima comprensibilità e trasparenza, che effettuino le necessarie normalizzazioni, e che siano dipendenti dalla tipologia delle risorse che si intendono distribuire;

e ricorda comunque che le decisioni in materia devono tenere conto dei molteplici aspetti che caratterizzano la ricerca universitaria senza ridurli a un singolo numero, per quanto significativo.