
Immagine creata con ChatGPT, prompt ‘un’immagine che rappresenti “comunità matematica e intelligenza artificiale”‘
In questa pagina raccogliamo alcuni materiali significativi riguardanti l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla Comunità matematica. In calce all’introduzione del Presidente dell’UMI, prof. Marco Andreatta, potete trovare i collegamenti. La raccolta verrà aggiornata a mano a mano che nuovi contributi verranno accettati.
Il 2026 è l’anno in cui la tecnologia indicata come Intelligenza Artificiale (IA) ha investito e modificato tutte le attività umane. In matematica IA mostra la capacità di comporre prove, da ultimo la soluzione (per ora presunta) del problema del millennio relativo all’equazione di Navier Stokes; o anche di costruire controesempi a congetture, come alla congettura Jacobiana.
Questo pone la Comunità Matematica di fronte a tanti interrogativi, sia di metodo che di sostanza. Nella storia della matematica si incontrano momenti di rifondazione, che hanno reso questa disciplina strategica per l’innovazione e lo sviluppo del pensiero umano. Pensiamo al passaggio dal semplice mostrare al più strutturato dimostrare nella filosofia greca; o al dibattito di inizio Novecento sul significato di dimostrazione in un ambiente astratto e l’avvento del calcolatore e delle soluzioni numeriche.
Oggi la questione sembra più complessa per varie ragioni, ad esempio per l’accentuazione dello sviluppo tecnico della dimostrazione a scapito della verifica, comprensione e diffusione del risultato. Ma anche per i risvolti economici che l’uso di IA sottende. L’impatto della Ricerca Matematica sull’economia è da sempre evidente (si veda il recente Rapporto redatto da Deloitte per UMI e CNR), ma la comunità matematica generalmente svolge la sua ricerca disponendo di esigue risorse economiche e spesso pensa di aver bisogno solo di carta e penna, oltre ovviamente alla propria testa. Il costo dell’IA, il possesso delle banche dati e della tecnologia da parte di pochi soggetti sta creando gravi disparità tra i ricercatori. Non solo nel confronto tra nazioni ricche o povere, ma anche all’interno di uno stesso dipartimento, dove nascono disparità tra chi può permettersi un abbonamento professionale ad un operatore IA e chi invece deve far conto appunto solo su “carta e penna”.
Molte considerazioni sono espresse in articoli e conferenze, segnaliamo ad esempio la lettera A Severe Misalignment of AI in Mathematics, firmata da numerose Medaglie Fields e nella quale ci riconosciamo pienamente.
Come Unione Matematica Italiana vogliamo promuovere ed ospitare il dibattito all’interno della nostra comunità.
Abbiamo quindi chiesto a tre colleghi e soci UMI, che ringraziamo per l’immediato riscontro e il prezioso impegno, di aiutarci a mettere a fuoco il problema scrivendo ognuno una nota sulla questione, esponendo il loro punto di vista. Potete leggere i tre interventi nel sito dell’UMI (trovate i link dopo questa introduzione).
In luglio abbiamo anche invitato l’Osservatorio sulla Ricerca e il Gruppo Matematica per l’Intelligenza artificiale e il Machine Learning (AI&ML&MAT) dell’Unione ad organizzare un tavolo comune per raccogliere informazioni sull’uso dell’IA che viene fatto nei centri di ricerca e di formazione, analizzare i problemi che questo uso sta creando ed eventualmente proporre iniziative comuni. I risultati del tavolo verranno pubblicati sul nostro sito.
Auguro a tutti un produttivo e sereno anno accademico/scolastico con una buona ma attenta interazione con la tecnologia IA,
Il presidente Marco Andreatta
I contributi
Navier–Stokes, la singolarità è vicina, di Marco Sammartino
L’equazione di bilancio della conoscenza: Matematici, AI e le equazioni di Navier-Stokes, di Alfio Quarteroni
Dimostrare non basta: Intelligenza artificiale e futuro della ricerca matematica, di Alessio Figalli


