La European Women in Mathematics (EWM) ha pubblicato una lettera aperta allo scopo di promuovere una politica pro-attiva di supporto alle matematiche attualmente precarie o in cerca di una posizione, le cui difficoltà sono state moltiplicate dalla crisi pandemica. La trovate tradotta in Italiano qui sotto.
L’Unione Matematica Italiana sottoscrive appieno la lettera aperta con l’intenzione di sottoporla alle  autorità coinvolte.

 

 

Lettera aperta EWM sulla Crisi Pandemica

 

A chi di competenza

La pandemia da COVID-19 e i successivi lockdown parziali e totali che hanno colpito l’Europa e il mondo intero sono senza precedenti. Non tutte le conseguenze sono state negative: siamo stati infatti costretti/e ad ampliare le nostre abilità e i nostri orizzonti nell’insegnamento digitale e nell’organizzare seminari online.

Tuttavia l’impatto complessivo sulla ricerca e l’insegnamento nel mondo accademico è stato obiettivamente disastroso; basti pensare a tutti i convegni che sono stati annullati e alle difficoltà incontrate nel mantenere i rapporti di collaborazione scientifica. Il tempo originariamente destinato alla ricerca si è sminuzzato fra le richieste contrastanti di seguire i figli nell’insegnamento a distanza, prendersi cura di anziani, malati e disabili, gestire la propria abitazione. Le attività di networking e di mentorship sono rimaste al palo, problemi di salute mentale, comuni ma spesso disattesi, hanno preso rapidamente piede, in un momento in cui ottenere aiuto era più difficile del solito.

Dobbiamo essere chiari a questo proposito:

L’esperienza della crisi non è stata sperimentata da tutti/e allo stesso modo.

I/Le docenti precari/e hanno perso di più. Le donne hanno perso di più. I/Le caregivers hanno perso di più. Più le persone erano vulnerabili, maggiore è stato lo svantaggio che hanno subito. Ovviamente le pandemie non si possono scegliere, ma si può scegliere il modo di affrontarle.

Scriviamo per patrocinare la causa di politiche proattive per sostenere le persone che rivestono attualmente posizioni accademiche precarie e coloro che in futuro faranno domanda per un lavoro in ambito matematico alla luce dell’emergenza Coronavirus. La nostra attenzione si rivolge principalmente

  • alle persone con una posizione accademica precaria , che a causa della perdita della possibilità di viaggiare e di avere opportunità di formazione, del rallentamento delle attività di ricerca e dell’incertezza nel mercato del lavoro, hanno subito un danno a lungo termine alle loro carriere.
  • alle donne, perché hanno dimostrato di avere sulle spalle un carico maggiore di attività di cura (rivolte a figli ed anziani) e di incombenze domestiche di varia natura (per le quali aiuto e altri sostegni sono recentemente scomparsi).
  • ai genitori , in quanto la chiusura di asili nido e scuole li ha messi in gravi difficoltà. Improvvisamente e inaspettatamente, i genitori hanno dovuto occuparsi a tempo pieno dei figli piccoli e seguire nell’attività scolastica a casa quelli più grandi.

Una politica proattiva non deve essere neutra rispetto al genere .

Mentre riconosciamo il ruolo che alcuni uomini giocano nelle cure parentali, dobbiamo ammettere che le donne ricoprono un ruolo statisticamente maggiore. Siamo quindi preoccupati/e del fatto che potremmo perdere talenti matematici femminili durante e dopo questa crisi. Le donne potrebbero scegliere di abbandonare la loro professione o ridurre i loro orari lavorativi. Quelle con una posizione accademica precaria potrebbero scegliere la sicurezza e la stabilità in posizioni meno qualificate; le giovani potrebbero optare per non seguire una carriera scientifica. La pandemia da COVID-19 ha aggravato le disuguaglianze di genere nella matematica e nelle altre scienze e misure neutre rispetto al genere non correggono le disuguaglianze di genere.

A coloro che dicono che dovremmo rilassarci e fidarci del sistema, ricordiamo che il sistema non ha finora prodotto una rappresentanza di genere bilanciata nella scienza e sarebbe ingenuo aspettarsi una correzione automatica a fronte di enormi carichi.

A coloro che dicono che i genitori dovrebbero prendere congedo non retribuito, se la cura dei figli è stata troppo impegnativa durante la pandemia, ricordiamo che c’è differenza tra affrontare le sfide ed essere nella condizione di non poter soddisfare le proprie esigenze lavorative. Un’ampia maggioranza di scienziati e scienziate lavora instancabilmente, ben oltre i loro obblighi contrattuali, per raggiungere i propri obbiettivi. I risultati ottenuti dai genitori durante la pandemia, sia nel lavoro che a casa, dovrebbero essere riconosciuti, non penalizzati.

Richiediamo le seguenti misure proattive:

  • sollecitiamo gli atenei, i governi, le agenzie di finanziamento alla ricerca scientifica, a investire per prolungare i contratti delle ricercatrici e dei ricercatori in posizioni temporanee per diminuire la perdita di produttività durante la crisi e raccomandiamo che questi prolungamenti tengano in particolare considerazione le donne . Eventualmente i risparmi dovuti alla cancellazione di viaggi e convegni possono essere reindirizzati a questo scopo.
  • incoraggiamo gli atenei e gli enti di ricerca ad annullare o alleggerire i carichi didattici dei matematici e delle matematiche precari/e che hanno perso molto del tempo usualmente dedicato alla ricerca a causa dell’insegnamento online e delle attività di cura, nuovamente con particolare attenzione per le donne. Qualora ciò non fosse possibile, chiediamo che venga previsto maggiore supporto tramite l’assistenza fornita da studenti o con altre risorse, in modo da ridurre gli impegni di docenza per i colleghi più giovani.
  • coloro che fanno parte di commissioni formate per decidere nuove assunzioni, conferme, premi o borse di studio, devono tener conto che la crisi ha avuto un impatto diverso a seconda delle persone. Quindi non si deve tener conto degli anni trascorsi dal conseguimento del dottorato, ma dell’anzianità accademica corretta a seconda dei congedi parentali o altro, che peraltro è il parametro standard preso in considerazione dalle commissioni. Alle donne con figli non indipendenti dovrebbe essere consentito, se vogliono, di sottrarre fino a 12 mesi dalla loro età accademica , quando fanno domanda per assunzioni, conferimento di borse o conferme di posizioni, in caso di interruzioni causate dalla pandemia del Covid-19. Gli uomini con figli minori e i ricercatori in genere coinvolti in attività di cura durante la crisi avranno diritto a questo bonus se sono in grado di dimostrare che sono stati responsabili di attività di cura.
  • richiediamo inoltre flessibilità nelle deadlines e negli orari di incontri, specialmente per le donne con figli non indipendenti. Questo perché le interruzioni causate dalla crisi possono comportare che sia necessario più tempo per valutare un articolo, fare una domanda per una borsa o restituire delle bozze corrette. Ad una riunione organizzata nel tardo pomeriggio potrebbe essere impossibile partecipare. In generale si richiede una maggiore attenzione alle varie circostanze che si presentano per ogni necessità.Ci troviamo in una situazione inquietante, i confinamenti potrebbero essere ripetuti. L’Europa ha bisogno di più donne impegnate in ambito scientifico e crede nel diritto di perseguire una carriera per entrambi i membri a capo di una famiglia. La nostra risposta alla pandemia, che sia veloce ed efficace o lenta e improntata al cinismo, avrà un ampio impatto che durerà nel tempo. Impegniamoci quindi a elaborare politiche intelligenti per reclutare e sostenere una diversa schiera di giovani scienziati di talento.Direttivo EWM: Kaie Kubjas, Andrea Walther
    Gruppo di Lavoro sulla Crisi Pandemica della EWM: Slvia Barbeiro, Francien Bossema, Jop Bri ̈et, Michela Ceria, Svetlana Dubinkina, Chiara de Fabritiis, Colette Guillop, Charlotte Kestner, Nadia Larsen, Diane Maclagan, Elisabetta Strickland, Rebecca Waldecker, Maria G. Westdickenberg.
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