UMI

Codice Professionale

La Commissione Scientifi ca dell’Unione Matematica Italiana condivide, riconoscendone la piena validità, i principi enunciati nel “Code of Practice” (paragrafo 2) dell’European Mathematical Society.
La Commissione Scienti ca si impegna a seguire questi principi nelle pubblicazioni dell’UMI e a diffonderle nella comunità matematica italiana, sensibilizzando i Soci sulla loro rilevanza.

Una traduzione del paragrafo 2 del “Code of Practice” è stata messa ai voti nel corso Assemblea del 17 maggio 2013, approvata all’unanimità.

La traduzione è stata e ffettuata dal prof. Graziano Gentili, membro del Comitato Etico della EMS, che ha contribuito alla stesura del documento originale.

    Codice Professionale

    Responsabilità degli autori

    1. I singoli ricercatori e autori dovrebbero imparare ad adottare standard di comportamento etico elevati, specialmente per quanto riguarda l’ambito della pubblicazione e disseminazione della loro ricerca. Qui, uno degli aspetti della buona pratica è l’attribuzione del giusto credito, e il rimando al lavoro di altri, con appropriate citazioni bibliografiche.
    E’ importante notare che non è contrario all’etica professionale sbagliarsi nell’attribuzione, o nella mancata attribuzione, di risultati, purché gli autori abbiano cercato con cura di stabilire se i risultati da loro vantati sono nuovi, e purché gli errori di attribuzione siano corretti tempestivamente e in modo appropriato appena sono scoperti o segnalati.

    La pubblicazione da parte di un autore di risultati matematici come fossero suoi personali quando egli è venuto a conoscenza di questi risultati come altrui – per esempio attraverso materiale pubblicato, lezioni, conversazioni o pre-pubblicazioni informali – costituisce plagio: questa è una forma di furto, è contrario all’etica, ed è un caso grave di cattiva condotta professionale.

    2. Ogni co-autore dovrebbe aver contribuito in modo significativo alla ricerca presentata in un qualunque lavoro pubblicato, e ogni persona che ha contribuito in modo significativo alla ricerca in questione dovrebbe figurare come co-autore del lavoro. Inoltre, tutti coloro che sono nominati come autori dovrebbero accettare di condividere la responsabilità per ogni manoscritto inviato per la pubblicazione e per la sua pubblicazione finale. E’ una forma di cattiva condotta per un autore inviare per la pubblicazione e pubblicare una ricerca fatta in collaborazione senza il consenso di tutti coloro che figurano come autori.

    3. La gran parte della matematica viene pubblicata attraverso l’invio di manoscritti a riviste o ad atti di convegni (compresi quelli che appariranno solo online), o attraverso la scrittura di libri. Il principio guida è che un autore, o gli autori, che inviano un lavoro ad un editor o a case editrici per la pubblicazione si assumono la responsabilità per l’integrità di ciò che hanno scritto, cercando con cura di assicurarsi che la matematica presentata sia corretta e che il lavoro di altri sia riconosciuto in modo appropriato.

    4. In matematica, l’invio simultaneo o concomitante di manoscritti che descrivano le stesse ricerche a più di un comitato editoriale per la pubblicazione costituisce una forma di cattiva condotta. Similmente, in matematica, la pubblicazione della stessa ricerca in più di una rivista o altro mezzo di pubblicazione senza un appropriato riferimento e citazione è cattiva condotta.

    5. Le traduzioni di lavori già pubblicati o non pubblicati dovrebbero sempre fare pieno riferimento al lavoro di origine.

    6. I matematici non dovrebbero mai vantare pubblicamente la dimostrazione di potenziali nuovi teoremi o la risoluzione di particolari problemi di matematica, a meno di non essere in grado di fornire tempestivamente tutti i dettagli necessari a comprovarle.

    Responsabilità degli editor e delle case editrici

    1. Si raccomanda che le riviste che pubblicano matematica stabiliscano e presentino in modo trasparente i loro standard di comportamento etico nella pubblicazione, e specifichino le loro responsabilità e i provvedimenti che intendono prendere per fare indagini quando debbano rispondere a sospetti o accuse di cattiva condotta. Le riviste dovrebbero rispondere alle rimostranze degli autori con rispetto e mediante un procedimento giusto.

    2. Gli editor dovrebbero adottare standard etici elevati nel trattare con tutti gli autori, durante la procedura per arrivare ad una decisone responsabile e imparziale sulla pubblicazione o meno dei lavori. Un editor dovrebbe sempre evitare ogni compito editoriale che potesse comportare un conflitto di interessi personale, commerciale o professionale. Un editor dovrebbe anche evitare ogni abuso della sua posizione privilegiata, o di informazioni ricevute come parte dei suoi compiti editoriali, per influenzare la gestione dei suoi personali lavori, o di quelli di colleghi, studenti o conoscenti personali. Di sicuro nessuna informazione ricevuta in confidenza dovrebbe essere mai usata per il lavoro personale dell’editor.

    3. Si raccomanda che le riviste che pubblicano matematica rendano chiare la loro politica editoriale e le loro procedure nella gestione dei manoscritti inviati per la pubblicazione. In particolare un editor o una casa editrice dovrebbero sempre produrre la ricevuta di un manoscritto inviato loro per la pubblicazione. Una casa editrice dovrebbe sempre assicurarsi che il progredire dell’esame di un manoscritto inviato per la pubblicazione sia monitorato, e adoperarsi diligentemente per evitare ritardi eccessivi sia nella raccolta di pareri di referee, sia nel processo decisionale. La casa editrice deve ottenere il consenso per la pubblicazione, o da parte di un autore che agisce per conto di tutti gli autori, o da parte di tutti i singoli autori.
    La data di arrivo, e la data di ogni significativa modifica apportata ad un manoscritto, dovrebbero essere pubblicate; questo è importante, in particolare, per i casi di dispute sulle priorità.

    4. Le case editrici hanno il dovere di dare ai lavori ed ai libri di matematica una presentazione editoriale chiara e precisa, e dovrebbero assicurarsi che i simboli matematici, le parole e le frasi che appaiono nel lavoro pubblicato siano chiare e non rappresentino un ostacolo per la comprensione della sostanza. E’ cattiva condotta da parte di una casa editrice quella di stampare meramente, senza apportare migliorie, manoscritti inviati per la pubblicazione che siano mal scritti o mal presentati.

    5. Editor e case editrici dovrebbero fare attente valutazioni scientifiche, e formulare giudizi imparziali, sui manoscritti inviati loro per la pubblicazione. Solitamente l’accettazione avverrà sulla base del parere di referee scelti con cura, ma questa Commissione ammette che talvolta potrà essere chiaro ad un editor che un manoscritto è sensibilmente al di sotto degli standard della rivista, o che non è incentrato su un tema appropriato per rivista, e che dunque possa esserne rifiutata la pubblicazione senza l’invio ai referee; in questo caso, gli autori dovrebbero essere informati con cortesia di questa scelta in una maniera tempestiva e ben motivata.

    6. Gli editor dovrebbero informare i potenziali autori delle decisioni prese in merito alla pubblicazione dei loro lavori in una maniera cortese e tempestiva, trasmettendo sempre le critiche e le informazioni costruttive fornite dai referee. Gli editor possono decidere che è opportuno che certi commenti forniti dai referee debbano essere tenuti riservati dal comitato editoriale, e non trasmessi agli autori parola per parola.

    7. Un autore può comunicare agli editor l’informazione che una affermazione matematica o un’attribuzione di risultato nel suo lavoro già pubblicato sono errati. Nel caso in cui questa informazione sia rilevante, si raccomanda che la casa editrice pubblichi una errata corrige, o una ritrattazione, preferibilmente scritte dallo stesso autore.

    8. In certi casi, una persona diversa dall’autore potrebbe segnalare agli editor che certe affermazioni matematiche o attribuzioni di risultati in un articolo sembrano errate. In questi casi, gli editor dovrebbero valutare con grande cura le segnalazioni e reagire in un modo appropriato; se necessario, essi dovrebbero insistere con gli autori perché scrivano una errata corrige o una ritrattazione.

    9. In casi rari, gli editor possono convincersi che certe parti di un lavoro che essi hanno pubblicato siano state plagiate da un’altra fonte. Se ciò avviene, gli editor dovrebbero chiedere agli autori di preparare una sostanziale ritrattazione per pubblicarla; se non ci fosse collaborazione, gli editor stessi dovrebbero pubblicare un testo dando i dettagli dell’avvenuto plagio.

    10. Molti articoli vengono pubblicati in prima battuta sul sito web della rivista. Potrebbe divenire manifesto in questa fase che un articolo contenga errori matematici, attribuzioni di risultati non corrette, o che il lavoro sia stato plagiato in toto o in parte. Si raccomanda alla casa editrice di conservare l’articolo originale come archivio storico, ma di pubblicare, aggiungendole in una data precisa e posteriore alla pubblicazione online, le opportune correzioni, come farebbe per un articolo stampato. In casi estremi, potrebbe accadere che la casa editrice debba indicare che l’articolo è stato “ritirato”, o su richiesta degli autori, o per una decisione della casa editrice stessa; in quest’ultimo caso, qualunque versione successiva a stampa del lavoro dovrebbe rispecchiare questa decisione.

    11. Una casa editrice di riviste o di libri non dovrebbe elencare, in nessuna delle sue pubblicazioni, una persona in qualità di editor o di consulente editoriale o simile senza averlo comunicato in modo esauriente alla persona interessata e senza aver da questa ricevuto un assenso esplicito. Il nome di chiunque si dimetta da una tale carica deve essere rimosso in tempi brevi dall’elenco relativo.

    12. Ogni persona che compaia nell’elenco degli editor o dei consulenti editoriali di una rivista dovrebbe conoscere e approvare gli standard e le procedure editoriali della rivista stessa; questa persona dovrebbe essere anche pronta a prendere provvedimenti in casi estremi, quando apparisse chiaro che la casa editrice non sta osservando il presente Codice.

    Responsabilità dei referee

    1. I referee dovrebbero adottare standard etici elevati per l’interazione con tutti gli autori, nel procedimento per arrivare ad una proposta responsabile ed imparziale per quanto riguarda la pubblicazione del materiale che essi valutano. I referee dovrebbero cercare di controllare la correttezza, il valore, l’originalità e la chiarezza di ogni manoscritto che prendono in considerazione, e poi riferire le loro conclusioni all’editor in un modo accurato e costruttivo. Ciò nonostante, la responsabilità finale del lavoro pubblicato resta degli autori.

    2. Una persona alla quale viene richiesto di fare da referee per un lavoro può percepire l’esistenza di un potenziale conflitto di interessi personale o professionale, per esempio, quando gli sia chiesto di dare una valutazione su un manoscritto di un suo studente recente, di un collaboratore o di un collega. In questi casi, il potenziale referee dovrebbe discutere con l’editor di ogni possibile conflitto di interesse, e continuare la sua opera solo con l’accordo dell’editor stesso.

    3. Una volta accettato il compito di valutare un manoscritto, i referee dovrebbero cercare di riferire le loro conclusioni in modo tempestivo, tenendo conto della lunghezza del manoscritto e delle richieste degli editor.

    4. Un referee dovrebbe rifuggire dall’uso personale di informazioni privilegiate raccolte da un manoscritto sotto esame.

    5. Un referee che sospettasse la presenza, in un manoscritto che sta valutando, di elementi di plagio o di ogni altra caratteristica contraria all’etica professionale, dovrebbe subito riferire queste sue preoccupazioni all’editor.

    Responsabilità degli utenti di dati bibliometrici

    1. Pur accettando che la ricerca matematica sia, e debba essere, valutata dalle autorità preposte e in particolare da quelle che la finanziano, la Commissione riconosce un grave pericolo nell’uso di routine di misure bibliometriche, e di altre misure a queste correlate, per la valutazione della presunta qualità della ricerca matematica e della prestazione scientifica di individui o di piccoli gruppi di persone.

    2. E’ irresponsabile, da parte di istituzioni o commissioni che valutino gli individui per possibili promozioni o per l’assegnazione di borse di studio o di riconoscimenti scientifici, basare le loro decisioni su risposte automatiche a dati bibliometrici.

    3. E’ contrario all’etica professionale manipolare i riferimenti bibliografici all’interno di un articolo, oppure organizzare la pubblicazione di articoli, allo scopo di influenzare artificiosamente i dati bibliometrici, gli impact factor e i conteggi di citazioni che ne seguono.

    4. E’ contrario all’etica professionale inserire in una pubblicazione citazioni improprie del lavoro di chiunque o del lavoro di particolari colleghi o di articoli in riviste con le quali l’autore ha un chiaro collegamento.

    5. E’ cattiva condotta per una casa editrice pubblicizzare le proprie riviste mediante il riferimento a dati bibliometrici incerti, parziali o tendenziosi.