L’impatto economico della Ricerca Matematica in Italia
Quanto vale la matematica per l’economia italiana? Molto più di quanto spesso si immagini, secondo il rapporto “L’impatto economico della ricerca matematica in Italia” realizzato da Deloitte Economics e presentato oggi, 26 maggio, nell’Aula Marconi del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma. Lo studio, promosso dall’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del CNR e dall’Unione Matematica Italiana, propone una prima quantificazione sistematica del contributo della ricerca matematica allo sviluppo economico, tecnologico e sociale del Paese.
Pagina CNR con video dell’evento
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Emilio Fortunato Campana, direttore del Dipartimento di Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti del CNR. A introdurre i lavori sono stati Roberto Natalini, direttore del CNR-IAC, e Marco Andreatta, presidente dell’UMI. Il rapporto è stato quindi presentato da Marco Vulpiani, Senior Partner e Head of Deloitte Economics. A seguire si è svolta una tavola rotonda con Alessandra Celletti, vicepresidente ANVUR, Gianluigi Rozza, presidente SIMAI, e Raffaele Cerulli, presidente AIRO.
Lo studio prova a misurare ciò che spesso resta sottostimato: il contributo della ricerca matematica all’economia del Paese. Secondo le stime contenute nel rapporto, nel 2025 la ricerca matematica e le professioni che ne utilizzano strumenti e applicazioni avrebbero generato 680,1 miliardi di euro di valore aggiunto, circa il 34% del totale nazionale, sostenendo 8,4 milioni di posti di lavoro, pari a circa il 35% dell’occupazione italiana. Una dimensione che, sempre secondo l’analisi Deloitte, risulta paragonabile al contributo economico degli interi settori industriale e manifatturiero. Il contributo stimato al gettito fiscale arriverebbe invece a 296,2 miliardi di euro.
Il rapporto combina analisi quantitative e qualitative, validazione scientifica e modello Input-Output di Leontief, distinguendo tra effetti diretti, indiretti e indotti. L’impatto diretto viene stimato in 308,5 miliardi e riguarda 2,7 milioni di occupati; a questi si aggiungerebbero 221,3 miliardi di effetti indiretti e 150,3 miliardi di effetti indotti. In altri termini, secondo il modello utilizzato, per ogni euro di impatto diretto la matematica ne attiverebbe altri 1,2 lungo le filiere e nei consumi.
«Abbiamo voluto dare un’evidenza scientifica a quello che già sapevamo sulle persone con una formazione matematica universitaria», ha spiegato Roberto Natalini, direttore del CNR-IAC. «La loro capacità di modellizzare fenomeni complessi e governare oggi gli algoritmi dell’intelligenza artificiale non è più confinata alla ricerca, ma è diventata il motore di produttività in settori chiave come finanza, energia e manifattura avanzata».
Nella lettura proposta dal report, la matematica agisce come una tecnologia abilitante trasversale: interpreta i dati, supporta decisioni pubbliche e industriali, aiuta a gestire l’incertezza, ottimizza processi e alimenta l’innovazione, a partire dall’IA. Tra i settori in cui l’intensità d’uso risulta più alta figurano studi di architettura e ingegneria, programmazione e consulenza informatica, ricerca scientifica e sviluppo. Ma gli effetti stimati si allargano anche a costruzioni, finanza, sanità, logistica, energia, industria e servizi.
Il quadro, tuttavia, non è privo di criticità. Il rapporto sottolinea che l’Italia presenta una produzione matematica di qualità e una comunità scientifica competitiva, ma continua a investire meno dei principali Paesi europei in ricerca e sviluppo. Restano aperti anche il nodo del trasferimento tecnologico verso le imprese, la capacità di trattenere giovani ricercatrici e ricercatori e il contrasto ai divari di genere nelle discipline STEM.
«La matematica è molto più presente nelle tecnologie di quanto spesso immaginiamo», ha sottolineato Marco Andreatta, presidente UMI. «L’Italia ha una struttura produttiva molto adatta alle sue applicazioni: manifattura avanzata, meccanica di precisione, biomedicale, automazione, filiere specializzate. Tuttavia, senza investimenti in ricerca matematica e interventi sul capitale umano, il rischio è che la velocità del progresso tecnologico superi la capacità dei lavoratori di adattarsi».
La conclusione emersa dalla presentazione è una rotta più che una formula: investire in matematica significa rafforzare la capacità dell’Italia di leggere la complessità, innovare e restare competitiva. Un’infrastruttura silenziosa, forse meno visibile di altre, ma sempre più difficile da considerare marginale.
Silvia Benvenuti

Andreatta UMI- Natalini CNR

Tavola rotonda, Celletti ANVUR- Cerulli AIRO- Rozza SIMAI, Andreatta UMI

Ing. Vulpiani, Deloiite
Foto di Elisa Francomano e Paolo Salani
Rassegna Stampa
- Articolo su Ansa
- Video dell’evento di presentazione sul canale YouTube del CNR
- Post di RTO 102.5 su X e su IG
- Rai Radio3 Scienza (dal minuto 23’25’’)
- Articolo su Orizzontescuola
- Articolo su Economy Magazine
- Articolo su Euroborsa
- Articolo su Il Tempo
- Articolo su Lettera 150
- Articolo su Telepress
- Articolo su BlogSicilia
- Articolo di Zazoom.it
- Articolo su Il Denaro
In precedenza:
- Comunicato congiunto CNR e UMI di presentazione dell’evento (25 Maggio 2026)
- Programma dell’evento (9 Maggio 2026)





